L’etichettatura dei vini naturali

L’etichetta trasparente (così si chiama e non da oggi) renderebbe obsoleta ogni diatriba sul termine naturale, che rimarrebbe a identificare il solo Movimento come è giusto che sia. Non lascerebbe più spazio e margini di manovra a furbi ed illuminati dell’ultima ora. Gli ingredienti in etichetta e le informazioni sulle pratiche in vigna e cantina, libererebbero anche il campo dalle posizioni ambigue di quei gruppi che pensano di contare su una rendita di posizione e si oppongono ad una crescita ed evoluzione del Movimento dei vini naturali.

I vantaggi dell’etichetta trasparente:

  • è la soluzione più rapida e veloce perché fa riferimento a deliberazioni già assunte dalla Commissione Europea,
  • è uno strumento flessibile adattabile ad ogni realtà ad ogni annata secondo il principio “Il vignaiolo dice quello che fa e fa quello che dice”,
  • è uno strumento di promozione unico, formidabile, perché non può essere copiato e replicato dall’industria (a differenza del bio),
  • è un’arma formidabile, rende ogni nostra bottiglia un prodotto inimitabile e non lascia spazio ai furbi,
  • crea una nuova solidarietà e fidelizzazione con i consumatori,
  • con il tempo potrebbe divenire un elemento di semplificazione e sburocratizzazione, rendendo inutili altre certificazioni.

RIFERIMENTI NORMATIVI

L’art. 14 del D.M. 13 agosto 2012 stabilisce che ALTRE INDICAZIONI VERITIERE E DOCUMENTABILI possono figurare nell’etichettatura del vino, a condizione che non siano tali da creare un rischio di confusione nello spirito delle persone a cui sono destinate tali informazioni. Inoltre anche il Regolamento n 203/2012 (biologico) consente di riportare in etichetta “senza solfiti aggiunti” oppure la quantità di So2 totale se verificabile (analisi).

Questa possibilità è stata ribadita nelle lettere e circolari allegate al presente documento. A dire il vero in una interpretazione più restrittiva sembrerebbe che la dicitura “senza solfiti aggiunti” possa essere utilizzato solamente in presenza contemporanea della certificazione bio: il reg. 314/2012 ha eliminato l’obbligo di registrare le aggiunte di So2 ( scelta sostenuta in Italia dalla FIVI) in cantina, quindi non è più documentabile “in negativo”. Senza quest’obbligo non è possibile documentare la scelta di non aggiungere solfiti, poiché analiticamente è impossibile distinguere i solfiti aggiunti da quelli prodotti spontaneamente nella fermentazione.

Ma secondo il principio del DM 13 agosto 2012 e del reg. 607/2009 che prevedono che si possa inserire in etichetta altre indicazioni “veritiere e documentabili”, riportando sui registri di vinificazione, le aggiunte di So2, ciò dovrebbe essere consentito. Secondo la stessa logica tutte le informazioni riportate anche sulla documentazione dell’HCCP, o sui quaderni di campagna, tutti documenti ufficiali verificati da organismi di controllo autorizzati, potrebbero essere riportate in etichetta! Il DM inquadra l’abito in cui inserire queste indicazioni ulteriori e tra queste quelle riportate nel contesto tecnico colturali e/o di elaborazione e/o delle caratteristiche del prodotto, se sono nettamente separate dalle indicazioni obbligatorie.

Inoltre se si è certificati bio, con la stessa logica potremo scrivere che non utilizziamo diserbanti, concimi chimici, fitofarmaci, ecc.

In conclusione per quanto riguarda gli additivi utilizzabili, l’interpretazione delle norme, sembrerebbe permettere l’indicazione positiva e non quella negativa: ossia possiamo riportare quelli utilizzati (e riportati nei registri) e non è possibile scrivere quelli non utilizzati in etichetta.

Ulteriore chiarimento è giunto dalla lettera del dirigente del Mipaaf , Dott. Vaccari, datata 31/3/2017: che possano essere utilizzate le seguenti diciture, purché siano posizionate consecutivamente, senza alcuna interruzione:

  • “contiene … mg/l di solfiti totali”;
  • “ – senza aggiunta di altre sostanze ammesse per uso enologico” oppure ” – dall’uva alla bottiglia senza aggiunta di altre sostanze ammesse per uso enologico”, a condizione che nessuna altra sostanza per uso enologico espressamente ammessa, diversa dall’anidride solforosa, dal bisolfito di potassio o dal metabisolfito di potassio, sia stata aggiunta o residui nel vino etichettato con tale dicitura.

QUINDI L’ETICHETTA TRASPARENTE E’ GIA’ UTILIZZABILE, POSSIAMO SCRIVERE:

  • mg/l anidride solforosa totale (analisi) o senza solfiti aggiunti (se certificati bio);
  • ingredienti ad es: uva e solfiti (registri) ovvero: “ – senza aggiunta di altre sostanze ammesse per uso enologico” oppure ” – dall’uva alla bottiglia senza aggiunta di altre sostanze ammesse per uso enologico.
  • pratiche agronomiche nel vigneto (se certificati bio)

Possiamo riportare queste indicazioni a patto che siano nettamente separate dalle indicazioni obbligatorie e che non abbiamo una dimensione dei caratteri maggiore delle indicazioni obbligatorie.

Di seguito le lettere citate nell’articolo che potete leggere integralmente.